GameStop e la nuova scommessa su Bitcoin: chiusure di negozi e strategie finanziarie

GameStop
La nuova direzione: carte collezionabili e criptovalute

GameStop, la storica catena di negozi specializzati in videogiochi, sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Nonostante le difficoltà che l’hanno colpita negli ultimi anni, l’azienda dispone ancora di una liquidità significativa, pari a circa 4 miliardi di dollari, accumulata grazie alla sua inaspettata ascesa come “meme stock” durante la pandemia. Ora, la società sembra aver deciso di impiegare parte di queste risorse nell’acquisto di Bitcoin.

Il 25 marzo, GameStop ha annunciato, infatti, che il suo consiglio di amministrazione ha approvato all’unanimità un aggiornamento della politica di investimento, aggiungendo Bitcoin come asset di riserva. L’azienda non ha fissato un limite massimo per l’acquisto della criptovaluta e si riserva la possibilità di vendere i Bitcoin accumulati in futuro. Al momento dell’annuncio, il valore di Bitcoin si aggirava intorno agli 87.000 dollari, dopo aver raggiunto un picco storico di 105.000 dollari a gennaio.

Parallelamente alla strategia di investimento in criptovalute, GameStop ha comunicato la chiusura di un numero significativo di negozi, aggiungendosi ai 1.000 già chiusi negli ultimi dodici mesi. Rispetto al picco di 6.000 negozi raggiunto un decennio fa, la catena si sta ridimensionando drasticamente, con conseguenze inevitabili in termini di licenziamenti e la scomparsa di punti vendita dedicati ai videogiochi in molte comunità.

La chiusura dei negozi ha suscitato reazioni contrastanti tra i giocatori di lunga data e i collezionisti, che hanno condiviso online messaggi nostalgici sulle loro esperienze nei punti vendita GameStop. Alcuni clienti hanno persino cercato di recuperare espositori e materiali promozionali come cimeli. Nel frattempo, i dipendenti rimasti cercano di interpretare i segnali che potrebbero indicare la prossima chiusura del loro negozio, come l’arrivo di scatoloni specifici utilizzati nei kit di chiusura.

Tentativi di reinventarsi

Nonostante l’afflusso di denaro derivato dal boom delle sue azioni durante la pandemia, GameStop ha faticato a trovare una nuova identità nel mercato. Diverse strategie per il rilancio, come la vendita di accessori per il gaming su PC, la consegna rapida a domicilio e persino un’incursione nel mercato degli NFT, non hanno portato i risultati sperati. Parallelamente, la merce esposta nei negozi ha visto sempre più spazio occupato da t-shirt, gadget e figure da collezione, come le statuette Funko Pop!, a discapito dei videogiochi fisici che attiravano i clienti più affezionati.

Negli ultimi tempi, GameStop ha puntato con decisione sul mercato delle carte collezionabili, offrendo servizi di valutazione e scambio per le carte più rare, con particolare attenzione ai set di Pokémon. Se inizialmente questa strategia poteva sembrare insolita, ora appare meno sorprendente alla luce della recente decisione di investire in Bitcoin. In questo modo, l’azienda sembra voler trasformarsi in un vero e proprio “banco dei pegni” per collezionisti, mantenendo al tempo stesso un legame con il mondo dei videogiochi attraverso merchandising e prodotti legati alla cultura pop.

Nonostante le incertezze sul suo futuro, dunque, GameStop cerca di reinventarsi, cercando nuove strade per rimanere rilevante nel settore dell’intrattenimento digitale. L’investimento in Bitcoin rappresenta una scommessa audace, che potrebbe rivelarsi vincente o accentuare ulteriormente le difficoltà dell’azienda. Nel frattempo, i giocatori e i collezionisti osservano con attenzione l’evoluzione di una delle catene di vendita più iconiche della storia del gaming.

Sfortunatamente, questo percorso ha portato non solo al licenziamento di numerosi dipendenti dei negozi, ma anche alla chiusura di quello che era un colosso dell’informazione videoludica: Game Informer.

Fonte :

Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.

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